In Spagna, l’impresa familiare continua a essere uno dei pilastri fondamentali dell’economia. Non solo genera occupazione e ricchezza, ma, a condizione che sia strutturata come tale, funge anche da efficiente strumento di investimento e conservazione del patrimonio familiare. Tuttavia, il suo utilizzo come strumento di investimento comporta notevoli sfide legali e fiscali. I recenti sviluppi normativi e l’inasprimento dei controlli sulle strutture societarie rendono indispensabile una revisione critica del modello tradizionale di impresa familiare.
Uno dei principali incentivi fiscali per le imprese familiari è rappresentato dall’imposta sul patrimonio (IP) e dall’imposta sulle successioni e donazioni (ISD). In questo scenario, occorre tenere presente che l’esenzione è subordinata al fatto che l’azienda abbia un’attività economica reale, che la partecipazione al capitale sociale sia almeno del 5% o del 20% congiuntamente a livello familiare o, in mancanza, che il valore di acquisizione sia superiore a 20 milioni di euro, o che il contribuente svolga funzioni di gestione e riceva una remunerazione superiore al 50% del reddito totale. In quest’ultimo caso, se la famiglia detiene almeno il 20% delle azioni, le funzioni di gestione e la remunerazione che ne deriva possono essere svolte da un membro della famiglia senza che tutti i membri abbiano diritto all’esenzione.
Il problema sorge quando l’impresa familiare è strutturata attraverso una holding, cioè un’entità che concentra la proprietà di altre società o di immobili. Quando si ha a che fare con queste strutture, occorre prestare particolare attenzione, poiché le autorità fiscali ritengono che i benefici fiscali non siano applicabili in quanto ritengono che non vi sia una reale attività economica. Sentenze come quella della SC del 24 maggio 2021 sottolineano la necessità di disporre di sufficienti risorse materiali e umane nell’entità, interpretando che il semplice possesso di azioni senza una gestione attiva non è sufficiente.
A ciò si aggiunge l’esame dei conferimenti non monetari alle holding, soprattutto quando sono effettuati poco prima di un trasferimento di attività. L’Agenzia delle Entrate potrebbe ritenere che la transazione sia stata strumentalizzata proprio per ottenere l’esenzione fiscale e non persegua un reale scopo economico, negando il regime di differimento fiscale previsto dalla legge sull’imposta sul reddito delle società.
Un altro punto controverso è la gestione della liquidità accumulata dalla holding familiare. La tendenza indica che una società che detiene importi significativi di liquidità che non sono stati reinvestiti senza una giustificazione economica può non essere considerata un’entità con attività economica. A volte si conclude addirittura che la mera aspettativa di reinvestimento non è sufficiente per mantenere l’esenzione fiscale, per cui è necessario poter giustificare che la liquidità risponde a un’esigenza funzionale dell’attività o a specifiche decisioni di investimento.
Infine, vale la pena ricordare la riforma fiscale che, nel 2021, ha introdotto la famosa regola anti-holding nell’imposta sul reddito delle società, limitando l’esenzione del 95% su dividendi e plusvalenze. In questo modo, l’esenzione potrà essere applicata solo se l’entità intermedia ha un’attività economica reale e la struttura societaria risponde a valide ragioni. Questo ”espediente” mira anche a evitare strutture puramente strumentali e a richiedere una chiara giustificazione dello scopo di ogni società del gruppo.
In breve, sebbene l’impresa familiare non sia in discussione come concetto, lo sono gli eccessi o le deviazioni nel suo utilizzo come strumento di investimento. Con la crescente pressione fiscale, le aziende familiari che diversificano i propri asset devono giustificare ogni passo con una logica economica e fiscale. È quindi necessario rivedere le strutture aziendali, documentare adeguatamente le decisioni commerciali e dare concretezza alla struttura della holding familiare, altrimenti le famiglie potrebbero essere private di benefici essenziali per la loro sostenibilità intergenerazionale.








