La sentenza del Tribunale Provinciale di Palma di Maiorca risolve un ricorso presentato da “López & Artal Development Group, S.L.” e “López & Artal Development, S.L.” contro “La Reserva de Son Quint, S.L.” (la “Società”). L’oggetto del ricorso era l’impugnazione di una delibera adottata dall’assemblea generale. In tale assemblea, i due amministratori congiunti di “López & Artal Development Group, S.L.” (il “Socio”) si sono presentati alla riunione e non si sono accordati su chi di loro dovesse esercitare i diritti di voto e di partecipazione corrispondenti alla società ricorrente. Alla luce di questa situazione, il presidente ha deciso di non ammettere la partecipazione di “López & Artal Development Group, S.L.”.
La sentenza di primo grado ha respinto le richieste dell’attore e ha stabilito che è stato il mancato accordo tra le due persone fisiche che rappresentano i due soci persone giuridiche dell’azionista a portare alla dichiarazione di non partecipazione all’assemblea quando entrambi erano stati convocati ed erano presenti.
Nella sua domanda, la ricorrente sostiene che:
- L’articolo 126 della Legge sulle Società di Capitali (“LSC”) non è e non può essere applicato perché questa disposizione si riferisce e regola esclusivamente i casi di comproprietà di azioni societarie, cioè quando le azioni sono possedute da più di una persona. In questo caso, i comproprietari devono, in effetti, designare un’unica persona per l’esercizio dei diritti di azionista.
In questo caso, tuttavia, le azioni della Società sono detenute esclusivamente dall’Azionista, per cui non vi è alcuna comproprietà.
- Anche l “articolo 183 LSC non è e non può essere applicabile, in quanto tale disposizione regola e si riferisce esclusivamente alla rappresentanza volontaria nell” assemblea generale della società a responsabilità limitata.
Il Tribunale provinciale respinge il ricorso del socio per i seguenti motivi:
- Il fatto che, ai sensi degli articoli 210.1 e 185.1.b) del Regolamento del Registro delle Imprese, ciascun amministratore comune abbia il potere di rappresentare la società separatamente e ciascuno di essi di rappresentare l “azionista non significa che tutti possano farlo simultaneamente e contemporaneamente, e ancor meno se ciascuno di essi sostiene che è lui e non gli altri a dover essere considerato il rappresentante dell” azionista.
- Per quanto riguarda la rappresentanza volontaria nell’assemblea generale della società a responsabilità limitata, l’articolo 183 LSC stabilisce che la rappresentanza riguarda tutte le azioni detenute dall’azionista. Questa norma è coerente con l’articolo 126 LSC che prevede che i comproprietari nominino un’unica persona per esercitare i diritti di un azionista in caso di comproprietà di azioni. Infine, nelle situazioni in cui una persona giuridica è nominata amministratore, l’articolo 212 bis LSC richiede che sia nominata un’unica persona fisica per l’esercizio permanente delle funzioni dell’ufficio.
- Dalle tre disposizioni si evince che, anche se ci sono più persone che, nelle diverse situazioni previste, possono essere legittimate ab initio a rappresentare l’azionista o gli azionisti, solo una persona deve essere nominata a tal fine dagli stessi interessati.
- La STS 406/2023, del 24 marzo, afferma che lo scopo dell’art. 126 LSC non è quello di “disciplinare il regime di tale comproprietà, ma piuttosto di disciplinare più limitatamente la forma di esercizio dei diritti che derivano da tale condizione nelle suddette situazioni di comproprietà”. Come ha sottolineato la dottrina specializzata, e come abbiamo anche evidenziato nella sentenza di questa Corte 601/2020, del 12 novembre, la base dell’art. 126 LSC risponde a esigenze eminentemente pratiche di semplicità e chiarezza nell’esercizio dei diritti, in modo che eventuali conflitti o complessità nel processo decisionale interno alla comunità (che dipenderà dal rispettivo regime giuridico applicabile) siano affrontati nei suoi rapporti interni e non emergano nei suoi rapporti esterni con la società, con i conseguenti ostacoli che ciò comporterebbe”.
- Per quanto riguarda gli articoli 126, 183, paragrafo 3, e 212 bis, paragrafo 1, della LSC, sebbene non contemplino la stessa situazione di fatto, è possibile applicarli per analogia al caso in esame, in quanto vi è identità di ratio (articolo 4, paragrafo 1, del Codice civile), nella misura in cui, in situazioni in cui potrebbero esserci più persone autorizzate ad agire di fronte a terzi per conto di un azionista, è stabilito che le parti interessate devono designare un “unica persona a rappresentare l” azionista.
- Come indicato nella STS 406/2023 del 24 marzo, lo scopo pratico di questi precetti è quello di evitare che i conflitti interni e le complessità decisionali all’interno della comunità si ripercuotano sulle sue relazioni esterne. Nel caso specifico, si evidenzia un conflitto tra i rappresentanti dei due amministratori comuni dell’Azionista, che potrebbe influire negativamente sul funzionamento della Società a fronte di posizioni opposte, espresse prima dell’assemblea.
- Il Tribunale provinciale ritiene che, in questa situazione anomala, la decisione di non riconoscere la comparsa del partner non abbia violato il suo diritto all’assistenza.
- Per quanto riguarda l’asserita mancata applicazione degli articoli 209, 233 e 234 della LSC, il Tribunale provinciale sostiene che tali precetti non affrontano la situazione disfunzionale che si verifica nel caso in cui più amministratori solidali, nell’ambito del conflitto tra loro, tentino di rivendicare contemporaneamente e contestualmente la rappresentanza esclusiva della società nei confronti di un terzo in relazione al medesimo atto, negando i poteri di rappresentanza dell’altro amministratore; Una situazione in cui è evidente un funzionamento anomalo dell’organo amministrativo e in cui la società non è in grado di esprimere la propria volontà, non essendoci un unico interesse condivisibile dai soci, e la causa di scioglimento prevista dall’articolo 363.1.d) LSC
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