L’approccio “tolleranza zero” di Prada

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L’approccio “tolleranza zero” di Prada

Questa settimana, Prada ha reso noto di aver interrotto i rapporti con 222 fornitori negli ultimi cinque anni, a seguito di audit più rigorosi, controlli più stringenti lungo l’intera catena produttiva e adozione di un approccio di “tolleranza zero” nei confronti delle irregolarità: misure adottate in un contesto di crescente attenzione verso la filiera del Made in Italy. In termini ESG, il caso dimostra come la sostenibilità in Italia vada ormai intesa non come un mero esercizio retorico, bensì come una gestione concreta dei rischi, con conseguenze commerciali reali. Le catene di fornitura sono diventate un’area di rischio centrale: i fornitori che non sono in grado di dimostrare la conformità normativa e l’efficacia dei propri controlli interni rischiano la perdita dei contratti, danni reputazionali e l’esposizione a controlli o sanzioni regolatorie.

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