Il 23 marzo 2026, il Consiglio esecutivo della Camera di Commercio Internazionale (”ICC”) ha annunciato l’approvazione di una revisione del proprio Regolamento arbitrale, che entrerà in vigore il 1° giugno 2026 e si applicherà a tutte le richieste di arbitrato presentate a partire da tale data.
La revisione prevista dall’ICC segue una tendenza più ampia tra le istituzioni arbitrali. Esempi recenti sono il Singapore International Arbitration Centre (”SIAC”), che ha approvato le nuove regole in materia di insolvenza e deontologia il 26 agosto 2025; la London Court of International Arbitration (”LCIA”), che ha aperto un periodo di consultazione in vista della revisione delle sue regole l’11 marzo 2026; e, in Spagna, la Spanish Court of Arbitration (”CEA”), che ha approvato le sue nuove regole il 1° gennaio 2026.
La CPI non ha ancora pubblicato il testo completo delle norme aggiornate, che saranno rese disponibili prima della loro entrata in vigore. Secondo la stessa ICC, il nuovo regolamento introdurrà nuove procedure e miglioramenti alle disposizioni esistenti – con particolare attenzione alla velocità e all’efficienza della gestione dei casi – senza compromettere la flessibilità. Le parti potranno scegliere di aderire all’arbitrato e di adattare le procedure. Il presidente della Corte internazionale di arbitrato, Claudia Salomon, ha riassunto questo obiettivo affermando che ”queste revisioni rendono le regole più chiare e l’arbitrato più efficiente, preservando la flessibilità e l’integrità procedurale che le parti si aspettano”.
Nonostante la sinteticità dell’annuncio dell’ICC, alcuni media specializzati come la rivista Commercial Dispute Resolution (”CDR”) hanno già anticipato alcuni degli sviluppi specifici che le nuove regole incorporeranno.
Questi sviluppi includeranno, secondo il CDR, una nuova procedura arbitrale ”ultraveloce”, aggiuntiva e più snella rispetto all’attuale procedura accelerata introdotta nel 2017. Le tempistiche di questa nuova procedura dovrebbero essere allineate a quelle di meccanismi equivalenti adottati da altre istituzioni, come la procedura semplificata della SIAC e la procedura iper-avanzata della CAA, in entrambi i casi con una durata massima di tre mesi dalla nomina dell’arbitro. La soglia economica di applicazione e la facoltà delle parti di escludere questa procedura rimangono incerte, anche se alcune fonti suggeriscono addirittura che non vi sia alcuna soglia (CDR).
È stato anche suggerito – pur senza conferme ufficiali – che la nuova revisione potrebbe eliminare il mandato dal regolamento per semplificare la procedura, prevedibilmente integrandone il contenuto nel primo ordine di procedura, come già avviene nelle procedure accelerate di molti regolamenti arbitrali.
Inoltre, l’enfasi posta dalle nuove norme sull’efficienza e la flessibilità potrebbe portare a ulteriori innovazioni in linea con le riforme adottate da altri tribunali arbitrali, su questioni quali la risoluzione anticipata dei reclami e una maggiore trasparenza in relazione al finanziamento da parte di terzi, nonché – si spera – una più chiara regolamentazione dell’arbitrato multipartitico e multicontrattuale, compresi aspetti quali la riunione dei procedimenti e l’intervento di terzi.







